Da cosa dipende l’insuccesso della psicoterapia?

Nel precedente live facebook, alla domanda “la psicoterapia funziona?”, una persona ha risposto un secco “NO”. Per quella persona quindi scrivo queste righe, affinché possa rifletterci sopra e maturare una concezione più completa della psicoterapia.
Esistono molti motivi per il quale una psicoterapia può fallire, quindi partiamo subito dicendo che è sbagliato pensare che uno psicoterapeuta, per quanto capace, intuitivo e competente egli sia, possa avere sempre una percentuale di efficacia del 100%. Esisterà sempre una certa percentuale di insuccessi e abbandoni, più o meno circoscritta a seconda della sua bravura. Quindi, per capirci, chi ha un insuccesso con la psicoterapeuta X non dovrebbe generalizzare dicendo che la psicoterapia non funziona (ignorando che esistono una dozzina di scuole di pensiero, approcci e modalità di intervento) , ma affermare che con quella determinata terapeuta non ha funzionato, forse perché non si trovava a suo agio con la terapeuta, non si sentiva capita, ascoltata, accolta, forse non si trovava col tipo di approccio, o per qualche ragione è venuta meno la collaborazione, oppure venivano impiegate strategie che non funzionavano.
Per essere chiari, se la persona dice: “con quella terapeuta mi sentivo davvero capita, accolta come in un costante abbraccio emotivo, però nonostante mi sia messa d’impegno e ci sia rimasta anni certi problemi non li ho mai risolti”, significa che la terapeuta per quanto eccellente nel sintonizzarsi con la paziente, non ha adottato strategie efficaci.
Se la persona dice: “sto migliorando, faccio cose che non facevo prima, ma non mi sento di affrontare con la terapeuta certi argomenti”, vuol dire che l’ intervento tecnico era ottimale, ma non l’aspetto relazionale. Ad esempio, per certo tipo di problemi è più opportuno avere un terapeuta uomo che donna e viceversa, pensiamo banalmente al disagio che possono avere certi uomini nel parlare di un problema di erezione a una terapeuta donna.
Naturalmente stiamo dando per scontato che l’obiettivo della terapia fosse realizzabile, concordato e verbalizzato (cosa da non dare così per scontata), perché se non si è fermi su questo punto capita che certe persone con grossi problemi nella socializzazione, pensano che con la psicoterapia (e l’ipnosi è un aggravante da questo punto di vista sulle aspettative) diventeranno degli eroi  con medaglia d’oro al valore militare, ignorando che esistono dei tratti di personalità immodificabili (vedi teoria dei big five). Per cui cambiare si può, ma non si trasforma il piombo in oro.

Ditemi che ne pensate.